l fenomeno del burnout è generalmente definito come sindrome di esaurimento emotivo, di atteggiamenti improntati al cinismo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale, che può manifestarsi nelle professioni con implicazioni relazionali quotidiane e ripetute nel tempo, in particolare sono le professioni d’aiuto ad esserne maggiormente coinvolte.

Le persone colpite da burnout sviluppano un processo di decadenza psicofisica a causa della mancanza di energie nel gestire e scaricare lo stress da lavoro accumulato.

Il burnout si manifesta quando la persona tende a sfuggire l’ambiente lavorativo con assenze sempre maggiori, lavora con sempre meno entusiasmo ed interesse, inizia a provare frustrazione e insoddisfazione, si sviluppa una ridotta empatia nei confronti delle persone che ha in carico. Inoltre, il burnout è spesso accompagnato da un logoramento del benessere fisico e al manifestarsi di sintomi psicosomatici quali l’insonnia e psicologici quali la depressione.

Inizialmente le difficoltà rimangono concentrate nell’ambito lavorativo, ma successivamente vengono poi ad interferire sul piano personale e relazionale fino ad arrivare al rischio di suicidio, all’abuso di sostanze psicoattive e alcool.

Quali sono alcune delle cause più frequenti?

  • Percezione di un sovraccarico di lavoro: avviene quando la persona sente di avere un carico di lavoro eccessivo tale da avvertire un esaurimento delle proprie energie, o quando la persona sente di non avere le competenze e capacità necessarie per un determinato tipo di lavoro oppure quando è troppo elevato il carico emotivo del lavoro provoca emozioni in contraddizione con i sentimenti della persona.

  • Sensazione di impotenza: si verifica quando la persona ritiene che ciò che le sue azioni non influiscano sull’esito di un determinato avvenimento.

  • Percezione di mancanza di controllo: si verifica quando la persona sente di non avere sufficiente controllo sulle risorse opportune per il proprio lavoro o quando non ha sufficiente autorità per agire come meglio ritiene.

  • Mancanza di riconoscimento: si verifica quando la persona sente di non ricevere un riconoscimento adeguato in relazione al lavoro che svolge.

  • Perdita del senso di comunità: avviene quando la persona non è sostenuta e manca la fiducia reciproca ed il rispetto e le relazioni diventano impersonali e distaccate, viene quindi a mancare il senso di appartenenza all’ambiente lavorativo.

  • Mancanza di equità: nell’assegnazione dei carichi di lavoro, nella retribuzione o attribuzione di promozioni e avanzamenti di carriera.

  • Presenza di valori contrastanti: si verifica quandola persona vive un conflitto di valori tra i propri e quelli dell’organizzazione o quando i valroi dell’organizzazione non trovano non vengono calati concretamente nelle scelte e nelle condotte dell’ambiente di lavoro.

Per quanto riguarda le conseguenze, ne esistono che toccano sia a livello individuale che organizzativo.

In particolare, le prime sono relative ad atteggiamenti negativi verso se stessi, il lavoro, la vita e i clienti, al calo della soddisfazione lavorativa e dell’impegno, alla riduzione della qualità nella propria vita personale, fino al peggioramento dello stato di salute.

Le conseguenze a livello di organizzazione sono l’aumento del turnover e dell’assenteismo, il calo della qualità del servizio, della soddisfazione lavorativa e delle performance.

In questo momento storico, le organizzazioni che lavorano per evitare lo sviluppo del burnout o che comunque riconoscono il problema e attuano strategie per risolverlo, sono quelle più forti, che riescono a mantenersi attive sul mercato. E’ chiaro che il problema deve essere affrontato sia a livello individuale che a livello organizzativo, in modo da garantirsi una migliore produttività nel lungo periodo.

Affidarsi a dei professionisti che analizzino la situazione e attuino strategie migliorative del contesto lavorativo risulta essere la strada vincente.

 

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